lunedì 7 marzo 2016

L'olio pugliese



L'olio pugliese è il Re della dieta mediterranea e rappresenta la vera specialità della nostra terra. L'olio è considerato da sempre l'oro della Puglia; è un alimento antico e prezioso come la terra che lo ha generato. L'olio extra vergine di oliva pugliese racchiude in sé tutta l'esperienza dei contadini pugliesi e i sapori inconfondibili di questa terra. Tuttavia la Puglia non è fatta solamente di antiche tradizioni, ma è anche capace di adattarsi alle nuove esigenze e ai nuovi valori della società moderna. Sono tantissimi, infatti, gli oliveti nei quali si stanno affermando le coltivazioni che producono un olio extra vergine biologico, di pregevole fattura. Gli ulivi sono diffusi in tutto il territorio pugliese, sia grazie alle condizioni climatiche presenti, ideali per la vita di questi veri e propri monumenti naturali, sia grazie all'amore e alla dedizione dei contadini che curano meticolosamente gli ulivi secolari dei loro oliveti. Tradizionalmente l'olio pugliese veniva gustato su una fetta di pane ancora caldo, o nelle tante ricette pugliesi, assaporato crudo. Su Odori & Sapori di Puglia è possibile scegliere tra tante varietà di olio pugliese, quello che soddisfa maggiormente il vostro palato: dal multivarietale al leccina, dall'aromatizzato al biologico.

I vini pugliesi vini tipici pugliesi sono moltissimi: in Puglia è possibile trovare un vitigno diverso in ogni territorio. Ecco perchè i vini pugliesi riescono a soddisfare tutti i tipi di palato, anche i più esigenti. L'ampio panorama ampelografico caratterizza il territorio viticolo pugliese, apprezzato soprattutto per la grande struttura e per la forte identità in cui si esprimono i vitigni autoctoni. Ciò che dona ai vini pugliesi le loro spiccate doti di unicità e di riconoscibilità sono sicuramente il sole e la terra di Puglia. I vini che vi proponiamo sono ottenuti da uve provenienti dai vigneti pugliesi, in particolare dai territori di Mottola, Castellaneta, Laterza, Ginosa, Manduria e territori limitrofi, vinificate in purezza con l'ausilio di moderne tecniche enologiche che garantiscono un  profumo delicatamente fruttato con lievi note floreali, gusto morbido, armonico e persistente. Questi territori sono ricchi di storia e cultura, oltre a rappresentare la patria delprimitivo, un antico vitigno, le cui uve maturano precocemente a fine agosto (da cui il nome), e che danno origine a un rosso corposo, caratterizzato da una gradazione alcolica robusta. Gli ulivi secolari, del territorio fra Manduria, Sava e Lizzano sono accarezzati dalla brezza dello Jonio, dove trovano il microclima ideale per svilupparsi al meglio, e danno vita al famoso al famoso primitivo di Manduria DOC. Dal 2008 ache i produttori dell'area di Castellaneta, Mottola e Crispiano hanno ottenuto il riconoscimento della DOC Colline Joniche Tarantine, che promuove tutti i vitigni autoctoni della zona come il primitivo e il verdeca, ma anche delle varietà internazionali come lo chardonnay e il cabernet sauvignon. Il territorio in cui vengono prodotti questi vini tipici pugliesi, donano a quest'ultimi delle caratteristiche organolettiche uniche e di grande riconoscibilità.
LE TIPICHE MOZZARELLE
La mozzarella è prodotta nelle tipiche forme tonde, in varie pezzature, ossia dal bocconcino di 80-100 grammi alle forme da mezzo chilo e più; altre varietà sono a treccia e, recentemente, a rotolo: esiste anche in versione affumicata. Di produzione esclusivamente industriale è la pezzatura a ciliegina.
La mozzarella da latte vaccino è più tipica della Calabria, della Puglia, della Basilicata, dell'Abruzzo e delMolise, in particolare del comune di Bojano, dove viene prodotta anche nelle tipiche forme a fiaschetto (specialmente in Puglia) o a treccia (in Calabria).
In alcune province della Campania, del Lazio, e del nord della Puglia, in particolare nelle province di Salerno e Caserta, è prodotta la mozzarella di bufala campana utilizzando esclusivamente latte di bufala allevata in zona e un particolare procedimento di lavorazione. Questo tipo di mozzarella è tutelato dal marchio DOP.
A pasta filata come la mozzarella vengono sottoposti ad un notevole riscaldamento. Estratta la cagliata, si scalda una parte del siero a 50 °C e lo si versa sulla cagliata. Questa operazione si ripete dopo 15 minuti alla temperatura di 60 °C, quindi si lascia riposare per favorire l'acidificazione.
Dopo di che la cagliata viene tagliata a fette lunghe e sottili - si fila - le quali sono immesse in acqua a 90º, quindi si procede alla lavorazione a mano per ottenere le forme desiderate. Ci vogliono 10 litri di latte per fare un kg di mozzarella.
Peso: 1kg

sabato 5 marzo 2016

In merito al significato etimologico del termine Puglia, per i Romani Apulia, esistono diverse ipotesi. La più verosimile è quella di Fazio degli Uberti che, nel capitolo primo del terzo libro del Dittamondo, riferendosi al termine "siticulosa" dato alla regione da Orazio (Epodi, 3, 16), scrive:
"Apuglia è detta, ch `l caldo v 'è tale
 che la terra vi perde alcuna volta
la sua vertù e fruttifica male"

In termini diversi, la denominazione Puglia deriverebbe da a-pluvia, non precisamente nel significato letterale di "priva di pioggia", ma in quello oraziano, cioè "assetata, arida"  in relazione non solo al clima ma anche alle caratteristiche del tipo di terreno predominante, qual'è la terra rossa; in una parola, all'ambiente. La dizione "Apulia" fu impiegata per la prima volta ufficialmente con specifico senso territoriale-amministrativo, quando l'Italia venne ripartita da Augusto in 11 "regiones"; di esse la "regio secunda" fu denominata esattamente "Apulia et Calabria". Però, in quella suddivisione i confini di detta regione erano nettamente diversi da quelli attuali, cioè più ampi.
La regio II dell'Italia augustea

Infatti, iniziando da nord, il confine settentrionale era stabilito dal basso e medio corso del fiume Biferno; quello ad occidente, andando da nord a sud, si addentrava nell'Appennino sannitico raggiungendo Sepino e poi Telese; scendeva ancora verso sud, includendo il massiccio del Taburno distante meno di 40 chilometri da Napoli, fino ai monti Picentini; da qui seguiva l'alto corso del Calore dirigendosi verso oriente e giungeva a Sella di Conza, fin d'allora punto d'incontro delle regioni Puglia, Campania e Lucania; seguiva prima lo spartiacque Sele-Ofanto, fino a monte Santa Croce e, quindi, il basso corso del Bradano, per sfociare nello Ionio a qualche chilometro a nord di Metaponto. La Calabria Romana corrispondeva presso a poco all'attuale Salento, mentre l'odierna Calabria, secondo la ripartizione augustea, era definita "Brutium", dal nome del popolo che vi risiedeva. Il confine tra Puglia e Calabria era costituito grosso modo dalla base della penisola salentina, che partiva da Gnazia e raggiungeva il Bradano, prima di raggiungere il mare. Nei confronti degli attuali confini, quelli stabiliti dalla ripartizione augustea includevano tutto il Sannio meridionale, compreso il capoluogo Benevento ed il massiccio del vulcano spento Vulture, includendo così tutta la relativa zona pedemontana ove si trova la cittadina di Venosa, luogo di nascita di Orazio Flacco.
Già prima dell'inizio dell'era cristiana si ebbe l'estinzione dei toponimi "Daunia" e "Peucetia", con i quali venivano designate le odierne province di Foggia e Bari rispettivamente. La differenziazione fatta allora tra Puglia e Calabria (l'attuale Salento), allora come oggi, è da porre in relazione alla spiccata personalità della penisola Salentina.

venerdì 4 marzo 2016

Il Salento costituisce il tacco dello stivale italiano.
Gli abitanti dell'area, che comprende l'intera provincia di Lecce, quasi tutta quella di Brindisi e parte di quella di Taranto, si distinguono soprattutto per caratteristiche glottologiche rispetto al resto della attuale regione amministrativa pugliese. Da un punto di vista storico il Salento ha fatto parte per molti secoli dell'antica circoscrizione denominata Terra d'Otranto.




Bari  è una città italiana di 326 799 abitanticapoluogo dell'omonima città metropolitana e della regione Puglia.
È il nono comune italiano per popolazione, terzo del Mezzogiorno dopo Napoli e Palermo e primo della regione. La sua Area Metropolitana è la sesta più popolosa d'Italia dopo Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo.
È nota per essere la città nella quale riposano le reliquie di San Nicola. Tale condizione ha reso Bari e la sua basilica uno dei centri prediletti dalla Chiesa ortodossa in Occidente.





LE PROVINCE DELLA PUGLIA SONO:
BARI
TARANTO
FOGGIA
LECCE
BRINDISI
Una ricetta regionale che è una vera istituzione per tutti gli amanti della pasta: le orecchiette con le cime di rapa! Dalla Puglia con furore, le orecchiette hanno conquistato il palato di milioni di italiani: facili da cucinare, il sugo con le cime di rapa sarà perfetto non solo con le orecchiette, ma anche con la pasta tradizionale.